Ezio Bruno Caraceni nasce a Chioggia il 4 luglio 1927, terzo di cinque figli. La sua infanzia è segnata precocemente dalla perdita del padre, evento che lo conduce, insieme ai fratelli maggiori, sotto la tutela dello zio, il conte Edgardo Montalbotti, figura determinante per la sua formazione. Anche grazie a questo sostegno, a differenza dei fratelli minori, prosegue gli studi presso il Liceo Scientifico “Pietro Paleocapa” a Rovigo.
Terminati gli studi scientifici decide di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, città che l’artista cerca di raggiungere ogni qual volta ne abbia l’occasione e la cui immensa cultura lo ha, senza dubbio, stregato. Tuttavia, il viaggio del 13 ottobre 1944 gli costò quasi la vita. Caraceni si trovava sul piroscafo Giudecca, centrato da 3 bombe dell’aviazione alleata, per il sospetto di truppe tedesche a bordo. Caraceni riporta gravi ferite, ma riesce a raggiungere la riva e ad essere ricoverato. Rifiuta però l’intervento per la rimozione delle schegge, così come l’assegno di invalidità. Questo episodio rimarrà per sempre nel corpo e nell’anima dell’artista.
Mentre studia all’Accademia, dove si diplomerà in scultura nel 1950, l’ambiente è molto fervido per una vasta serie di ragioni, tra cui la redazione del Manifesto Blanco (1946) da parte di Lucio Fontana e la Biennale Internazionale d’arte di Venezia del 1948, a cui partecipa anche Fontana e dove Peggy Guggenheim fa sbarcare gli artisti americani. Inoltre, in quegli anni Caraceni frequenta insieme, oltre ai professori Arturo Martini e Alberto Viani, a vari artisti come Saverio Rampin, Bruno De Toffoli e altri. Questo suo periodo formativo porrà le basi d’interesse per l’artista riguardo i dettami dello spazio e del tempo, e forse sarà cruciale anche nella scelta del Filo come simbolo della sua opera.






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